Una shelf life limitata, estesa oltre tre volte.
SHELF LIFE E QUALITÀ
La limitata conservabilità delle componenti vegetali rappresentava un vincolo alla commercializzazione di alcune referenze ready-to-eat.

Il problema
La ridotta shelf life delle componenti vegetali rendeva complessa la gestione di alcune referenze ready-to-eat, limitandone le possibilità di distribuzione e commercializzazione.
La breve conservabilità comportava inoltre un maggiore rischio di scarti legati alla scadenza, rendendo necessario intervenire sulla stabilità del prodotto.
Il controllo agronomico
Il percorso ha preso in considerazione la componente vegetale fin dalle fasi a monte, con l’obiettivo di aumentare il controllo sulle variabili che possono incidere sulla qualità del prodotto finale.
Una materia prima più controllata costituisce infatti il punto di partenza per sviluppare referenze più stabili e coerenti nel tempo.
Il processo estrattivo
A partire dalle caratteristiche della materia prima, il processo è stato sviluppato con un obiettivo preciso: aumentare la shelf life senza compromettere qualità e performance del prodotto.
Il lavoro ha portato alla realizzazione di tre referenze ready-to-eat con una conservabilità superiore di oltre tre volte rispetto ai prodotti convenzionali.




Il risultato
L’aumento della shelf life ha reso possibile una gestione più efficiente delle referenze lungo la filiera, riducendo gli scarti e semplificando le attività di distribuzione.
Il progetto ha inoltre permesso di rendere commercializzabili prodotti precedentemente penalizzati dalla limitata conservabilità delle componenti vegetali.
Shelf life >3x
Meno scarti
Maggiore commercializzabilità
Hai una sfida sulla materia prima?
Costruiamo insieme la risposta.
